Di seguito il resoconto di un incontro formativo tenutosi in Valle di Seren (località San Siro) con il tecnico Luca Conte che ha tenuto una lezione in campo al gruppo di selezione fagioli (articolo scritto da Serena Turrin)
LUCA CONTE IN VAL DI SEREN PER UN
INCONTRO SULL’AGRICOLTURA BIOLOGICA DI
MONTAGNA
Venerdì 16 settembre 2016 dalle ore 15.00 alle ore
18.00, presso l’Agricola “Anemos” nella frazione di
San Siro, comune di Seren del Grappa, si è svolto un
incontro di carattere tecnico-agronomico con
l’esperto nella coltivazione biologica di ortaggi, Luca
Conte*.
Erano presenti una quindicina di titolari di aziende
agricole nonché agricoltori ma anche appassionati
dell’agricoltura biologica di montagna, delle province
di Belluno e Trento come: Nicola De Paoli, Mirco
d-Inca, Simone Gaio, Tiziana Cemin, Silvia Facchin,
Johannes Keintzel, Tiziano Fantinel, Antonio Vago,
Andrea Turrin, Rosemarie Walters e molti altri.
Dopo un breve saluto e scambio di informazioni relativo alle proprie realtà produttive si è passati in campo per osservare delle piante di leguminose, fagioli di alcune varietà del feltrino: Sant’Antonio, Bonei, Mame di Fonzaso, e altre colture erbacee (mais, altri cereali, insalate, ecc.). L’incontro prevedeva degli scambi culturali relativi all’autoproduzione di sementi.
Il tecnico Luca Conte, dopo una attenta e condivisa analisi e rilievi sullo sviluppo delle piante in campo (malattie, fisiopatie,) e delle tecniche colturali adottate in azienda, si è soffermato sulla selezione degli ecotipi locali. La selezione “deve essere condotta in relazione ai caratteri desiderati dagli agricoltori e consumatori come, la resistenza delle piante alle malattie e alla siccità, la scalarità nella maturazione dei frutti e dei semi, le caratteristiche organolettiche dei prodotti (buccia sottile, dolcezza, ecc.), nel caso dei fagioli, la capacità di mantenere la simbiosi con il rizobio, le rese, l’estetica, lo sviluppo vegetativo (vigoria) e altri”. Per quanto riguarda le tecniche colturali ha sottolineato l’importanza del compostaggio sia per il benessere del terreno (fertilità) che delle piante e ancora ha esordito con una frase molto forte e responsabile : “ bisogna amare il terreno come se fosse un componente della famiglia”.
La selezione degli ecotipi di specie locali e tradizionali, quasi scomparse, trova difficoltà quando questo processo viene condotto da singoli agricoltori o piccole realtà individuali, la strada lunga ma vincente è quella organizzata con metodo partecipativo dove i componenti del gruppo sono disponibili a confrontarsi sui dati raccolti, sulle esperienze di campagna, senza chiusure su quanto sperimentato a livello agronomico.
Molto interessante i suggerimenti sulla realizzazione dei cumuli come materiali per fertilizzare i terreni in agricoltura biologica, nello specifico: le materie prime impiegate (letame, liquame), i preparati biodinamici, i rapporti tra elementi chimici C/N, i materiali per la copertura (paglia, fieno, ecc.), i rivoltamenti, il colore, gli odori, la struttura, la sostanza secca, il rapporto acqua e s.s. insomma una lezione completa ed esaustiva partendo da degli esempi realizzati correttamente nell’azienda “Anemos”.
Nonostante la pioggia, il pomeriggio si è concluso con un convivio e la degustazione di alcuni prodotti della terra di stagione, mele, pere, pomodori, uva, pesche, tisane alle erbe spontanee, miele insomma un tripudio di colori, profumi e sapori della biodiversità coltivata.
Serena Turrin
Luca CONTE: Dottore in scienze agrarie, opera come agro-ecologo, fornendo assistenza tecnica “privata ed indipendente” ad aziende agricole. La sua attività professionale si svolge direttamente sul campo ed è rivolta soprattutto a piccoli coltivatori. Si interessa di sistemi di coltivazione condotti con minimi apporti energetici (acqua, lavorazioni, concimazioni, trattamenti), frutto dell’applicazione dei princìpi dell’ecologia alla coltivazione della terra. Nel 2012 si è specializzato in “aridocoltura”, cioè nella conoscenza e nell’uso di tecniche di coltivazione che non prevedono l’impiego dell’irrigazione. Scrive per le riviste “Bioagricultura” e “Vita in Campagna”.
Molto apprezzati anche gli incontri a tavola degustando varieta’ tipiche e locali coltivate dai partecipanti al progetto